UX writing – l’importanza dei micro testi.

Da qualche tempo ero attratta da questa definizione presa a prestito dal mondo anglosassone che sentivo utilizzare sempre più spesso senza capirne precisamente il senso. Ho deciso pertanto d’imbarcarmi in un piccolo viaggio alla scoperta del magico mondo dell’UX writing. Ad accompagnarmi due madrine davvero speciali: Serena Giust, autrice del primo manuale italiano dedicato a questo tipo di scrittura e Valentina Di Michele, coautrice di Emotion Driven Design.

Tutti noi navigando in rete, leggendo la posta o utilizzando le app sul nostro smartphone ci imbattiamo ogni giorno, inconsapevolmente, nell’UX writing. Lo facciamo quando compiliamo un modulo online per l’iscrizione a un servizio, quando completiamo un acquisto inserendo i nostri dati nel carrello di un e-commerce; quando leggiamo una mail e reagiamo ad una call to action; quando, inserendo una password, qualcosa va storto e ci arriva un messaggio di errore. Insomma, in tutte quelle situazioni in cui è richiesta una collaborazione tra noi utenti e l’interfaccia digitale che stiamo utilizzando dando luogo a delle conversazioni.

UX, infatti, è l’acronimo di user experience – l’esperienza vissuta dall’utente – e writing, ovviamente, si riferisce alla scrittura di tutti i testi e microtesti che guidano l’utente nella navigazione e determinano l’usabilità di un sito o di un’applicazione.

Per quanto brevi o apparentemente insignificanti, i testi e i micro testi che appaiono su pulsanti, nei messaggi di conferma o di errore, nei titoli delle email, sulle landing page, ecc., sono invece preziosissimi, come piccole pietre luminescenti disseminate lungo un sentiero che si illuminano al chiaro di luna per mostrarci la strada di casa (vi ricordate la fiaba di Hansel e Gretel?). A seconda della qualità di questi testi e microtesti, la navigazione di un sito risulterà infatti più o meno facile e piacevole o, nel peggiore dei casi, difficoltosa e frustrante.

Tenere conto delle emozioni è fondamentale per chi progetta siti e crea contenuti; ce lo spiega molto bene Valentina Di Michele nel corso “Tecniche di emotional UX writing”. Le emozioni fanno parte del corredo genetico dell’uomo e le proviamo sempre, in qualsiasi contesto, quindi anche quando navighiamo sul web.

Le emozioni agiscono come un filtro che ci protegge dalla realtà e possono essere attivanti, bloccanti o disattivanti. Quelle attivanti, a loro volta, possono essere positive (gioia, felicità), negative (rabbia) o neutre (sorpresa). Quelle bloccanti, come l’ansia e la paura, sono le emozioni più frequenti sul web, perché tutti noi, anche quando stiamo compiendo delle azioni piacevoli come prenotare una vacanza, possiamo essere assaliti dal timore di perdere denaro, tempo o dati personali.

La fiducia è quindi la chiave del successo per qualsiasi attività, ma per conquistarla è necessario capire lo stato d’animo del nostro interlocutore, i suoi bisogni, le sue aspettative e cercare in ogni modo di metterlo a proprio agio, di ridurre la sua ansia.

Generare emozioni positive è dunque alla base della fiducia e per riuscirci è necessario scrivere per le persone, utilizzando una lingua onesta, comprensibile a tutti, inclusiva, per produrre contenuti chiari, completi e dettagliati, che prendano per mano l’utente e lo guidino informandolo (stay human!).

Non capire un testo, una richiesta, provoca inevitabilmente emozioni negative: senso d’impotenza e frustrazione che possono sfociare anche nella rabbia e quindi in ostilità, ovvero emozioni che bloccano o disattivano e quindi non agevolano di certo la conversione.

Ma come riuscire a scrivere testi che generino emozioni positive e quindi ti aiutino a raggiungere gli obiettivi del tuo business? Seguendo le 10 regole dell’UX writing manifesto di Serena Giust.

UX WRITING MANIFESTO

Scrivi con cura testi:

  1. Chiari non trasparenti
  2. Concisi meno è meglio
  3. Coerenti se no è caos
  4. Informativi con direzione
  5. Naturali come a voce
  6. Umani con carattere
  7. Strutturati che si trovino
  8. Mirati non affollati
  9. Ponderati bada bene
  10. Inclusivi accessibili per tutti

Come spiega Serena in questo video, l’articolo più bello del suo manifesto è l’ultimo, quello relativo all’inclusività e accessibilità per tutti. I testi devono parlare a tutti, nessuno escluso. Per poterlo fare è necessario evitare l’uso di parole o espressioni che possano escludere determinati gruppi di persone ed è importante usare parole facili da leggere e capire per chiunque in qualsiasi contesto, quindi anche per chi è affetto da un qualsiasi tipo di disabilità, sia essa temporanea o permanente. È un aspetto al quale sinceramente non avevo mai pensato e che da ora in avanti terrò sempre in considerazione.

Sono davvero tantissimi gli aspetti da considerare quando si progettano dei contenuti e l’UX writer, collaborando a stretto contatto con i designer, giocherà un ruolo sempre più importante. Vale quindi la pena approfondire meglio l’argomento leggendo i libri di Serena e Valentina, peraltro piacevolissimi, e ascoltando i saggi consigli dispensati nei loro corsi online.

Bibliografia

Corsi online di Digital Update:

  • Tecniche di emotional UX writing, di Valentina di Michele
  • UX writing, di Serena Giust