Società

Quando una croce fa tantissima differenza.

Il 22 maggio 1978 la legge n. 194 ha depenalizzato e disciplinato le modalità di accesso all’aborto in Italia. Diversi sono stati i tentativi di negare o cancellare questo sacrosanto diritto all’autodeterminazione della donna, seppellendolo sotto un mucchio d’ipocrisia o di croci che però, almeno fino ad oggi, erano soltanto dei semplici segni neri sulla carta.

Pensavo di averle sentite tutte, o quasi. Sono nata a cavallo tra gli anni ’60 e gli anni ’70, quando sulle strade circolavano ancora poche auto, quasi tutte bianche, rosse o blu, i bambini andavano a scuola a piedi da soli già alle elementari e il telefono era attaccato al muro della cucina o appoggiato in bella vista sulla consolle nell’ingresso di casa. Purtroppo erano anche gli anni di piombo e noi bambini di allora siamo cresciuti con le immagini del rapimento Moro, delle lotte armate e delle stragi terroristiche negli occhi.

Ricordo molto bene quando i miei genitori andarono a votare per due referendum storici: quello sul divorzio (1974) e quello sull’aborto (1978), tentativi fortunatamente falliti di abrogare questi diritti tanto faticosamente conquistati dal popolo italiano, seppellendoli sotto un mare di croci.

Da allora molteplici sono stati i tentativi di impedire alle donne di scegliere se proseguire o meno una gravidanza indesiderata, talvolta in modo subdolo, ad esempio obbligando le donne al ricovero per poter usufruire della pillola del giorno dopo (e le madri di bambini piccoli come fanno? o quelle che hanno un compagno violento a cui non vogliono rivelare la gravidanza? o le più giovani?), altre volte in modo più plateale, avvalendosi del paravento dell’obiezione di coscienza per non garantire un servizio obbligatorio.

Ultimo, ma più raccapricciante di tutti a mio avviso, l’episodio delle croci piantate in un cimitero di Roma per contrassegnare la sepoltura di feti con tanto di nome e cognome delle donne che li avevano abortiti, totalmente ignare di tale violenza.

Ragazze, amiche, sorelle vi scongiuro: abbiamo cura di noi stesse e proteggiamoci perché la caccia alle streghe è ricominciata.

Letture consigliate:

Simone de Beauvoir, Il secondo sesso, Il Saggiatore

Perché è la bibbia di tutte le donne libere.

Margaret Atwood, Il racconto dell’ancella, Ponte alle Grazie

Perché spesso, purtroppo, la realtà supera la fantasia, anche se è distopica.

Concita De Gregorio, Malamore. Esercizi di resistenza al dolore, Einaudi

Perché è inutile sperare di cambiare gli altri (leggasi gli uomini) se prima non cambiamo noi stesse.