Sviluppo sostenibile: a che punto siamo con l’applicazione dell’Agenda 2030?

Il 25 settembre 2015 l’Assemblea Generale dell’ONU ha adottato l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile (ONU, 2015). Questo nuovo quadro di riferimento globale per riorientare l’umanità verso un cammino sostenibile è stato elaborato a seguito della Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile (Rio+20) tenutasi a Rio de Janeiro, Brasile, nel giugno 2012, coinvolgendo, in un processo durato tre anni, gli Stati Membri dell’ONU e indagini nazionali che hanno impegnato milioni di persone e migliaia di attori in tutto il mondo. A che punto siamo in Italia con l’applicazione di quest’Agenda?

Al centro dell’Agenda 2030 ci sono i 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile, il cui scopo è di assicurare una vita sulla terra sostenibile, pacifica, prospera ed equa per tutti, nel presente e nel futuro. Gli obiettivi riguardano quelle sfide globali che sono cruciali per la sopravvivenza dell’umanità e prendono in considerazione una serie di bisogni sociali quali l’educazione, la salute, la protezione sociale e le opportunità di lavoro, affrontando, nel contempo, il cambiamento climatico e la protezione ambientale. Vediamo nel dettaglio quali sono:

  1. Povertà zero: porre fine a ogni forma di povertà nel mondo;
  2. Fame zero: porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile ;
  3. Salute e benessere: assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età;
  4. Istruzione di qualità: garantire un’educazione di qualità, equa e inclusiva, e opportunità di apprendimento permanente per tutti;
  5. Uguaglianza di genere: raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze;
  6. Acqua pulita e igiene: garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie;
  7. Energia pulita e accessibile: assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni;
  8. Lavoro dignitoso e crescita economica: incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti;
  9. Industria, innovazione e infrastrutture: costruire infrastrutture resilienti, promuovere un’industrializzazione sostenibile e incoraggiare l’innovazione;
  10. Più eguaglianza: ridurre l’ineguaglianza all’interno delle Nazioni e fra di esse;
  11. Città e comunità sostenibili: rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili;
  12. Consumo e produzione responsabili: garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo;
  13. Agire per il clima: adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze;
  14. La vita sott’acqua: conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile;
  15. La vita sulla terra: proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre, gestire sostenibilmente le foreste, combattere la desertificazione, fermare e invertire il degrado del suolo e la perdita della biodiversità;
  16. Pace, giustizia e istituzioni forti: promuovere società pacifiche e inclusive per uno sviluppo sostenibile, offrire a tutti l’accesso alla giustizia e costruire istituzioni efficienti, responsabili e inclusive a tutti i livelli;
  17. Partnership per gli obiettivi: rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile;

Fonte: http://www.un.org/sustainabledevelopment/ sustainabledevelopment-goals

 

Per creare un mondo più sostenibile e impegnarsi sui temi concernenti la sostenibilità, gli individui devono diventare agenti del cambiamento e per farlo devono trasformare profondamente il modo in cui pensano e agiscono.

L’educazione pertanto è cruciale per il raggiungimento dello sviluppo sostenibile. Tuttavia, non tutti i tipi di educazione sono compatibili con lo sviluppo sostenibile.

Poiché le società in tutto il mondo faticano a tenere il passo con il progresso della tecnologia e della globalizzazione, esse affrontano molte sfide nuove. Queste includono complessità e incertezza crescenti; più individualizzazione e diversità sociale; uniformità economica e culturale in espansione; maggiore vulnerabilità ed esposizione ai rischi naturali e tecnologici.

Le persone devono imparare a capire la complessità del mondo in cui vivono. Hanno bisogno di essere capaci di collaborare, parlare e agire in vista di un cambiamento positivo (UNESCO, 2015). Possiamo definire queste persone “cittadini della sostenibilità” (Wals, 2015; Wals e Lenglet, 2016).

Ma quali sono le competenze fondamentali che le persone devono possedere per perseguire la sostenibilità?

Pensiero sistemico: la capacità di riconoscere e capire le relazioni; di analizzare sistemi complessi; di pensare a come i sistemi siano incorporati entro domini differenti e scale diverse e di gestire l’incertezza.

Capacità di previsione: capacità di comprendere e valutare molteplici futuri possibili, probabili e desiderabili; di creare le proprie visioni per il futuro; di applicare il principio di precauzione; di determinare le conseguenze delle azioni e di gestire i rischi e i cambiamenti.

Competenza normativa: capacità di capire e riflettere sulle norme e i valori che risiedono dietro le azioni di ognuno e di negoziare i valori, i principi, gli obiettivi e i target della sostenibilità, in un contesto di conflitti d’interesse e compromessi, conoscenza incerta e contraddizioni.

Competenza strategica: capacità di sviluppare e implementare collettivamente azioni innova ve che promuovano la sostenibilità a livello locale e oltre.

Spirito collaborativo: capacità di imparare dagli altri; di capire e rispettare i bisogni, le prospettive e le azioni degli altri (empatia); di comprendere, relazionarsi con ed essere sensibili agli altri (leadership empatica); di gestire i conflitti in un gruppo; e di facilitare un approccio collaborativo e partecipato alla risoluzione di problemi. 

Pensiero critico: capacità di mettere in dubbio le norme, le pratiche e le opinioni; di riflettere sui propri valori e le proprie percezioni e azioni; e di prendere posizione sul tema della sostenibilità.

 Auto-consapevolezza: l’abilità di riflettere sul proprio ruolo nella comunità locale e nella società (globale); di valutare incessantemente e motivare ulteriormente le proprie azioni e di gestire i propri sentimenti e desideri.

Problem-solving integrato: capacità fondamentale di applicare diversi quadri di problem-solving a problemi complessi di sostenibilità e di sviluppare opzioni risolutive valide, inclusive ed eque che promuovano lo sviluppo sostenibile, integrando le competenze sopra menzionate.

In Italia tutto ciò è stato tradotto in un Piano del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (MIUR), articolato in 20 azioni che riguardano quattro macro aree: strutture ed edilizia; didattica e formazione delle e dei docenti; università e ricerca; informazione e comunicazione.

Alcune delle principali proposte contenute nel piano:

  • l’inserimento di requisiti di sostenibilità degli edifici tra i criteri per la realizzazione degli interventi nella programmazione dei fondi PON, dei poli innovativi per l’infanzia, del piano triennale nazionale, nel bando per gli Arredi innovativi e nel bando per i Fondi per Edilizia AFAM (Alta formazione artistica, musicale e coreutica);
  • lo stanziamento di 5 milioni di euro per finanziare interventi di efficientamento energetico delle scuole progettati dalle ragazze e dai ragazzi durante percorsi di Alternanza o percorsi di educazione ambientale;
  • la predisposizione di un protocollo per l’Alternanza scuola-lavoro con ENEA, per percorsi durante i quali studentesse e studenti possano partecipare a progetti di valutazione energetica delle scuole;
  • saranno destinate alle studentesse e agli studenti, in base alla condizione economica delle famiglie di appartenenza, borse di mobilità internazionale, finanziate dal Fondo Giovani, per permettere questa esperienza a chi, altrimenti, non potrebbe accedervi;
  • lo stanziamento di 65 borse di dottorato su ambiti di ricerca coerenti con l’Agenda 2030 e con la Strategia Nazionale, costruiti insieme da Università e territori.

Un paese che investe sulle giovani generazioni è un paese che crede nel futuro e nel cambiamento. Pensateci quando andrete a votare il 4 marzo.